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08-08-2013

ENERGIA NUCLEARE: PRIMI PASSI DEL GOVERNO ROHANI

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Nella sua prima conferenza stampa dall'elezione dello scorso giugno, il neopresidente iraniano Hassan Rohani ha affermato che non ci sarebbero problemi a condurre negoziati diretti con gli Stati Uniti sul nucleare iraniano, a patto che vengano tutelati gli interessi nazionali e venga messo da parte il linguaggio delle pressioni e delle minacce.

Gli USA, secondo Rohani, non dovrebbero seguire alcuna agenda segreta e puntare al reciproco rispetto tra le due nazioni. Rohani ha poi criticato le leggi votate dalla Camera dei Rappresentanti Statunitensi e gli appelli dei senatori americani ad un inasprimento delle sanzioni contro l'Iran. 

Facendo riferimento al recente voto della Camera dei Rappresentanti di una legge che punta ad impedire tutte le esportazioni petrolifere dall'Iran, ha dichiarato che “negli Stati Uniti ci sono dei gruppi di pressione, dei guerrafondai ostili ad un dialogo costruttivo che cercano di fare gli interessi di un Paese straniero (Israele) e di eseguire i suoi ordini”.

Rohani si sente fiducioso e crede che si possa arrivare a un'intesa poiché l'arricchimento dell'uranio è un "diritto innegabile" della Repubblica islamica dell'Iran, ha detto dichiarandosi seriamente intenzionato a risolvere la crisi con l'Occidente. Il presidente ricorda però che la controparte deve essere consapevole che a una soluzione si può pervenire "soltanto attraverso il dialogo, non con le minacce".

La prima risposta è arrivata dalla Russia:  il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov,  ha afferamato, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Villa Madama al termine della riunione ministeriale tra Italia e Russia. "Siamo d'accordo con il neo presidente Rohani e sul fatto che la soluzione non si basa su ultimatum ma su trattative. L'ipotesi di nuove sanzioni per strangolare quel paese nel momento in cui un presidente si insedia e si forma un nuovo governo va contro gli interessi della comunità internazionale, quella stessa che non vuole la proliferazione degli armamenti nucleari".

Intanto il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli è in questi giorni a Tehran per una presa di contatto con le autorità iraniane. La Farnesina ha comunicato che l’obiettivo della visita è “manifestare l'attenzione del Governo italiano dopo l'elezione del nuovo Presidente ed incoraggiare la nuova Amministrazione iraniana a dare subito avvio con gesti concreti ad una stagione di rinnovato dialogo con la Comunità internazionale. Sarà anche un'occasione per ricordare i legami storici che uniscono i due popoli, riprendere il dialogo bilaterale su temi come la lotta al narcotraffico e la stabilizzazione dell'Afghanistan e invitare le Autorità di Tehran ad adottare un comportamento responsabile sulle numerose questioni regionali in cui sono coinvolte. Si vogliono rilanciare in particolare i legami a livello universitario , della ricerca e della cooperazione culturale per la valorizzazione dei siti storici”. Il Vice Ministro Pistelli ha poi aggiunto che "Sullo sfondo vi è anche il negoziato P5+1 con Tehran che non è direttamente in agenda, ma non mancherà l'occasione per ribadire agli interlocutori il sostegno dell'Italia all'approccio della Comunità internazionale".

Una prima ribattuta dal mondo persiano viene direttamente dalla massima autorità del paese, la Guida Suprema Ali Khamenei che, sottolineando la necessità di continuare a percorrere insistemente la strada dello sviluppo scientifico, ha specificato che l'obiettivo delle pressioni e sanzioni imposte contro il Paese non è altro che impedire alla naziona iraniana di fare ulteriori progressi scientifici e ha dichiarato che: “Alcuni Paesi occidentali, imponendo sanzioni illegali contro la Repubblica Islamica dell'Iran, cercano di ostacolare lo sviluppo scientifico del Paese. Il fronte ostile formato dall'Occidente contro la Repubblica Islamica e la nazione iraniana, è composto solo da pochi paesi dominanti in Occidente, i quali non risparmiano alcuno sforzo e alcun tentativo per ostacolare il progresso scientifico in Iran.”

Ha poi aggiunto: “Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una nuova tornata di sanzioni contro la Repubblica Islamica per il suo programma nucleare, che secondo gli USA e loro alleati servirebbe a sviluppare armi atomiche! Un'accusa da noi sempre respinta, siamo un paese firmatario del Trattato di non proliferazione, le cui attività nucleari vengono regolarmente ispezionate dall'Agenzia dell'Onu per l'atomica (AIEA). Sotto pressione degli USA e i loro alleati, l'Iran viene continuamente minacciato di essere attaccato da Israele, mentre quest'ultimo non ha mai subito le ispezioni internazionali, non ha ratificato nessuna convenzione ed è anche in possesso di almeno 200 testate atomiche! Le potenze mondiali esprimono preoccupazione per la sicurezza di Israele e minacciano l'Iran. Dovrebbero aprire gli occhi: la Repubblica Islamica è un paese membro dell'AIEA, mentre Israele non lo è. L'Iran è firmatario del trattato di non proliferazione nucleare, di cui Israele non fa parte. L'Iran ha più volte espresso la volontà di risolvere la disputa nucleare attraverso il dialogo ma nessuno le ha dato la possibilità di farlo.”

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Dariush Rahiminia

Dariush Rahiminia, laureato in Scienze per l’investigazione e sicurezza, perfezionato in Psicologia Investigativa, specializzando in Cooperazione e Sviluppo Internazionale.

La sua attività di studio si incentra su sociologia interculturale e difesa dei diritti umani. Nato in Italia da genitori iraniani, possiede la doppia cittadinanza Italiana/Iraniana. Da sempre appassionato di Relazioni Internazionali, anche grazie alle origini persiane e ai numerosi viaggi intorno al mondo.

Attualmente Consulente Criminologico e C.T.P. per vari studi legali e per un centro di recupero per detenuti.

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