Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

A+ A A-
23-11-2015

Una strategia globale per affrontare il terrorismo

Rate this item
(6 votes)

Gli attacchi di Parigi del 13 novembre dimostrano che Daesh si sta muovendo verso una nuova fase, colpendo civili nel corso delle loro attività quotidiane. I diversi attacchi quasi simultanei a Parigi hanno posto le normali attività sotto la minaccia terroristica. Le operazioni hanno colpito uno stadio dove una partita internazionale di calcio si stava disputando, alla presenza del presidente francese, un locale e un ristorante.

Un'analisi di questi attacchi fornisce numerosi motivi per la scelta di Daesh, primo tra tutti il desiderio di compensare per la perdita di territorio siriano, a causa del potente intervento militare russo, applicando la strategia del "shock and terror". Sono sorte delle domande: il gruppo terroristico possiede cellule dormienti? Ci sono gruppi isolati decentralizzati che hanno solo seguito l'invito di Daesh ad attivarsi? Gli attacchi di Parigi possono considerarsi una falla nella sicurezza? Ci sono "membri indipendenti di Daesh" sconosciuti ai servizi di sicurezza? La scelta di colpire i civili, come nel caso del volo russo e degli attacchi di Parigi, rende il gruppo ancora più pericoloso. Ma dal momento che questo fa si che tutti condividano le stesse paure e preoccupazioni, la mossa di Daesh dovrebbe stimolare il mondo intero a riflettere su una "strategia globale" a sforzi per eliminare questo e altri gruppi terroristici. Allo stesso tempo, lo sfruttamento politico della crisi attuale dovrebbe fermarsi. Le nazioni che vorrebbero entrare a far parte della coalizione globale che contrasta Daesh dovrebbero rivedere la loro situazione politica interna, dal momento che molti sono ancora incapaci di affrontare ideologie estremiste e i loro mezzi. I servizi militari e di sicurezza stanno affrontando una minaccia molto seria; dovrebbero prendere in considerazione nuove strategie per proteggere il loro personale dalla potente propaganda estremista. Sarebbe un incubo se anche gli agenti di sicurezza diventassero un fattore di minaccia. In più, gli apparati di sicurezza dovrebbero lavorare maggiormente nel rafforzamento dello spirito nazionale dei suoi membri e formulare una dottrina militare lavorando di più nel diffondere principi di impegno e responsabilità tra le persone. Questa fase terroristica sembra voler mettere sotto attacco tutti gli elementi della vita civile. I paesi, in particolare i maggiori, ma anche quelli che non si sentono tra gli obiettivi, hanno bisogno di essere consapevoli che al fine di promuovere la loro immagine, i gruppi terroristi sono capaci di attaccare in ogni momento, in ogni posto e nessuno è al sicuro. 

© Riproduzione Riservata

Amer Al Sabaileh

International Public Relation, Goverment Sector, Business and Human Develpoment, Strategic Analysis.

Member of the teaching staff department of the European languages and Studies University of Jordan – Amman.

Doctorate, Italian Studies University of Pisa “ Arabic and Islamic influence on the other’ s life concepts in the Mediterranean area in the medieval age.

Peace Building and Reconciliation University of Coventry, UK

Master’s degree, Education to peace , International Co – operation, Human Rights and the Politics of the European Union.

Bachelor’s degree-higher diploma, Italian and English literature-Douple Major.

Website: amersabaileh.blogspot.com

Geoeconomia

Eversione e Terrorismo

Geopolitica

Risorse Energetiche

Cyber Warfare

Copyright CEOS 2012 - 2015. All rights reserved.