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19-12-2016

Yemen: faide tra islamisti e scissioni tra gli Houthi

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Presidente Hadi Presidente Hadi

La coalizione sunnita guidata dai sauditi sta operando manovre militari per spostare armamenti e mercenari sulle coste occidentali dello Yemen, ovvero dove le maggiori riserve di petrolio yemenita sono presenti. Lo Yemen inoltre vanta grandi riserve anche nelle regioni di Ma’rib, al-Jawf, Shabwah e Hadhramaut, riserve però mai sfruttate.

Washington e Riad hanno portato avanti per tre decenni un accordo secondo il quale lo Yemen era impossibilitato a condurre trivellazioni sul proprio territorio, per non andare a toccare le enormi riserve. Secondo quanto analizzato anche da Sultan bin Abdel Aziz, ex-ministro della difesa di Riad, lo Yemen potrebbe possedere delle riserve maggiori di tutte quelle dei paesi del Golfo Persico sommate insieme. L’accordo tra Washington e Riad, rivela l’obiettivo comune e di lunga durata di USA e Arabia Saudita di mantenere il paese in stato di povertà e di instabilità politico-sociale per evitare che possa cadere nelle mani di un governo filo-iraniano con grandi disponibilità di greggio e l’affaccio sulle rotte commerciali più trafficate. Riad ambisce quindi non solo all’estromissione dal potere degli Houthi, ma anche al controllo delle regioni più densamente ricche di giacimenti petroliferi, come possibile garanzia nel caso in cui Riad non fosse in grado di tenere testa all’abbassamento dei prezzi del petrolio e quindi alla decrescita dei profitti. 

Gli Houthi, che stanno colpendo duramente le truppe fedeli ad Hadi nella parte ovest della città centrale di Taiz, sembrano sull’orlo di una scissione, a causa soprattutto delle affermazioni di alcuni esponenti, anche intellettuali, vicino al gruppo sciita, che però ha più volte chiesto le dimissione del leader del gruppo Abdel Malik al Houthi. C’è un forte malcontento tra le milizie sciite, dovuto in parte alla sensazione di abbandono da parte degli ufficiali iraniani che all’inizio del conflitto si erano mostrati molto disponibili a sostenere economicamente e militarmente la causa degli Houthi e che invece ora stanno diminuendo il loro appoggio diretto. Inoltre parte degli Houthi non accetta alcun colloqui di pace con Hadi e preferisce invece lavorare sul consolidamento della presenza sul territorio e la resistenza alle forze governative fedeli ad Hadi. Questa parte di Houthi è quella che più di tutti fomenta l’odio tra le tribù del nord del paese (nel distretto di Naham, nell’area di Bani Bariq e dei monti al-Khawther) contro le forze che fanno parte della coalizione a guida saudita e saltuariamente conducono attacchi contro il territorio saudita. 

Nel sud e nell’est dello Yemen invece è in corso una lotta all’interno dell’universo  jihadista per il controllo del territorio. Lo Stato Islamico, che opera nel sud del paese, sta conducendo una campagna di screditamento di Al Qaeda nella Penisola Araba (AQAP). Mentre AQAP negli anni scorsi era riuscito a creare un clima di cooperazione, talvolta forzata, con le popolazioni locali, ottenendo non solo copertura ma anche accesso alle rotte di approvvigionamento e agli sbocchi sul mare, Daesh sta faticando nel portare le popolazioni, per lo più rurali, dalla sua parte. Lo Stato Islamico sta allora portando avanti attentati contro le forze di polizia ad Aden nel tentativo di sconvolgere alcuni equilibri clanici che permettono ad AQAP di sopravvivere agli attacchi aerei ad opera degli Stati Uniti e di ripiegare in aree di rifugio nel caso di operazioni di contro-terrorismo da terra. 

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