Laureato in giurisprudenza ed in scienze giuridiche. Master di II livello in scienze criminologiche.
Esperto di diritto internazionale e di programmi relativi al mantenimento della pace nelle aree di crisi.
Ufficiale in congedo dell’Esercito “ Folgore “. Analista nelle politiche di intelligence.
La nostra economia, sicurezza e democrazia europea sono a rischio. Con il radicale cambiamento di politica estera della Casa Bianca, l'Europa si trova di fronte a una sfida fondamentale. La nostra risposta finora è stata insufficiente, principalmente perché non abbiamo una voce europea unificata. Si potrebbe obiettare che non è la prima volta che ci sono gravi fratture nella partnership transatlantica una su tutte per esempio quando gli Stati Uniti non hanno esitato ad agire in maniera unilaterale, senza curarsi che gli interessi dei loro alleati potevano essere influenzati negativamente, come fece Richard Nixon quando tolse gli Stati Uniti dal gold exchange standard nel 1971. Nixon istituì anche una «tassa temporanea sulle importazioni pari al 10%», rassicurando i cittadini americani che non avrebbero risentito della svalutazione del dollaro, ma che anzi tale decisione avrebbe contribuito a «stabilizzarne il valore», controllando le dinamiche inflazionistiche e favorendo i «lavoratori statunitensi e la bilancia commerciale del Paese». Dopo il violento attacco lanciato contro le democrazie europee dal vicepresidente statunitense JD Vance a Monaco il 14 febbraio, non ci sono più dubbi.
L'Europa deve essere in grado di difendersi dalla Russia, con o senza gli Stati Uniti. E’ questo il refrein di questi giorni. In tutta Europa si vedono i segnali di un continente che si prepara all'impensabile. "La Russia si sta preparando per una guerra con l'Occidente", ha affermato il capo dell'intelligence estera tedesca Bruno Kahl in un discorso di novembre. La Lituania ha in programma di piazzare mine sui suoi ponti verso la Russia , pronte a esplodere se i carri armati del Cremlino provassero ad attraversare. Nel vicino Mar Baltico, le navi della NATO stanno dando la caccia alla cosiddetta "Flotta ombra" russa, accusata di aver tagliato i cavi delle comunicazioni sottomarine. E nei cieli d'Europa ci sono piani per costruire un vasto sistema di difesa missilistica, simile all '"Iron Dome" di Israele , ma con lo scopo esplicito di abbattere i razzi lanciati da Mosca. Nel momento forse più concreto riguardo il raggiungimento della pace in Ucraina, considerato anche lo stop di aiuti militari USA all’Ucraina, l’Europa decide di riarmarsi perché convinta che la Russia una volta firmato il trattato di pace con l’Ucraina comincerà una nuova guerra, subito? fra tre anni? fra dieci anni? attaccando i Baltici, Polonia ,Finlandia, Norvegia poi giù giù via via invadere la Germania la Francia la Spagna e finalmente arrivare a Lisbona per poi giocare con il mondo come faceva Charlie Chaplin nel grande dittatore. Per evitare l’effetto Chaplin dobbiamo riarmarci. E’ strano il presidente degli USA dice di essere il profeta della pace ma contemporaneamente dice all’Europa di riarmarsi.
A circa un mese dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, è ormai chiaro in tutto il mondo che l'approccio americano alla politica estera sta subendo un cambiamento significativo. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, l'alleanza degli Stati Uniti con l'Occidente si è mantenuta stabile, ma con l'evolversi della situazione, gli studiosi della storia affermano che l'ordine mondiale che abbiamo conosciuto per 80 anni potrebbe subire un cambiamento radicale. L'incubo di noi tutti è che l'alleanza transatlantica forgiata nella seconda guerra mondiale si stia sgretolando davanti ai nostri occhi. L'inconcepibile è diventato non solo possibile, ma probabile, o come ha detto Macron: "Non pensare che l'impensabile non possa accadere, incluso il peggio". Margaret MacMillan, professoressa di storia internazionale a Oxford, ha detto: "Non bisogna sottovalutare mai l'importanza degli individui nella storia, soprattutto se esercitano un grande potere, e Donald Trump ha le mani sulle leve del paese più potente del mondo. Non è controllabile da nessuno... Non ha un insieme chiaro di politiche, ma un insieme di gusti e antipatie. Le decisioni si basano su emozioni, capricci e idee dell'ultimo momento", ha affermato. “Anche le grandi potenze hanno bisogno di alleati, eppure lui si sta rivoltando contro i suoi alleati.” Non si può nemmeno fare appello a coloro che hanno buonsenso negli Stati Uniti, evidenziando che il loro leader li sta portando su un sentiero disastroso. Trump ha ripulito da tempo l'attuale partito repubblicano dai politici che hanno sfidato il suo governo. I repubblicani hanno scoperto che sfidare Trump non era un percorso di carriera redditizio. La considerazione principale di Trump nell'assemblare il suo team di politica estera è stata la lealtà, non il talento. “Come europei dobbiamo organizzarci non solo all’interno dell’UE, ma con i britannici, i norvegesi e con gli altri paesi che vogliono partecipare per affrontare le nuove sfide che ci vengono presentate anche da Trump” ha affermato il ministro degli esteri Caspar Valdkamp. Va ricordato che le mosse di Trump non sono nuove, a Monaco nel 1938, Hitler fece pressioni sui leader di Gran Bretagna e Francia perché accettassero la spartizione della Cecoslovacchia, mentre il rappresentante cecoslovacco fu costretto a sedersi fuori in un'anticamera. "O nas, bez nas" — su di noi, senza di noi.
E’ un po' peggio, dal punto di vista della probità, di quello che successe durante la seconda guerra mondiale tra Italia e Germania, in quell’occasione la Germania, ben consapevole delle reali potenzialità dell’Italia, nonostante i trucchetti dei piccoli carri armati italiani che girato l’angolo erano sempre gli stessi, ha cercato in più occasioni di tenere l’Italia fuori dal conflitto, anche per evitare di dover poi correre in suo aiuto. Poi sappiamo tutti, anche se molti non se lo ricordano, come è andata a finire, il 13 ottobre del 1943 l’Italia dichiara guerra alla Germania. Oggi “l’alleato” americano dell’Ucraina che ha pesantemente contribuito a far fallire gli accordi di Istanbul a fine marzo 2022, e così spingere l’Ucraina in una guerra senza speranza e devastante per la popolazione, nel finale si è alleato con la Russia per spartirsi l’Ucraina stessa, ma non basta, si vogliono spartire anche l’Europa, tentare sempre con i russi e la complicità dei traditori nostrani dell’Europa, di spaccare l’Europa stessa, farla ritornare a una cartina geografica dei primi del novecento, a nazionalismi gretti e retrogradi, nonchè di bruciare la libera circolazione delle merci, bruciare la Cittadinanza UE che sancisce il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, bruciare i valori fondamentali su cui è fondata l’Unione Europea, il rispetto dei diritti umani , della libertà della democrazia dell’uguaglianza dello stato di diritto, bruciare il diritto dei cittadini UE di potersi rivolgere al consolato o ambasciata di qualunque altro paese UE quando viaggiano in un paese terzo nel quale il loro paese d’origine non ha una rappresentanza, bruciare il diritto alla salute e alla sicurezza in viaggio ,infatti oggi i cittadini UE se si ammalano o subiscono un infortunio mentre si trovano in viaggio in un altro paese UE a cui si aggiungono Islanda, Lichtenstein, Norvegia, Svizzera hanno diritto a ricevere assistenza nell’ambito sanitario pubblico alle stesse condizioni e tariffe del paese che li ospita, bruciare la possibilità di lavorare in qualunque paese dell’UE e sfruttare le opportunità offerte dal mercato del lavoro dell’Unione e infine a bruciare la moneta unica l’Euro. Per fare cosa? Chiudersi ottusamente nei propri confini e tornare alla liretta? torneremo a comprare materie prime con la liretta a rischio default? Forse bisogna ricordare che i nostri fornitori di materie prime non accetteranno la liretta ci diranno: prima la dovete cambiare in dollari USA poi ne riparliamo, per non parlare dello spettro chiuso nell’armadio, il nostro debito pubblico oggi di fatto garantito dalla Germania. Infine bruciamo il nostro Walfare che gli Stati Uniti si sognano. Siete sicuri che fare un falò di tutto questo porti un vantaggio ai cittadini? Soprattutto a noi italiani? Basta dare un’occhiata allo spread dei titoli di stato europei nel suo complesso vs Bund e avrete la risposta a tutte le vostre domande.